Restauro Fontana del Bernini
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Storia e curiosità. La fontana del papa.

Storia della fontana del Bernini

Grande passione dei Romani per le acque pubbliche, dagli acquedotti alle terme, oltre duemila le fontane che ornano la città, l’interprete dello spettacolare nuovo habitat fu Gian Lorenzo Bernini, abile nel lavorare il marmo conferendogli effetti di tensione drammatica e grande teatralità ottenuti attraverso i contrasti del chiaro scuro e l’illusione coloristica. Suo merito quello di avere sintetizzato il gusto artistico toscano con la fantasia napoletana, fondendo mirabilmente il religioso con il mondano, realizzando scene e opere teatrali molto apprezzate.

Egli è progettista di numerose fontane, alcune nate per l’esigenza di raccogliere acque per venire incontro alle esigenze della popolazione, altre come mostra terminale di un acquedotto.

Da questa tipologia di fontane si è passati alla loro monumentalizzazione fino a diventare una moda architettonica, un vezzo per nobili e clero altolocati.

Gian Lorenzo Bernini è il più importante sculture del Barocco, egli è lo scultore a cui si attribuisce la realizzazione della fontana di Piazza della Libertà di Castel Gandolfo. La piazza è rinomata anche per essere quella su cui affaccia il Palazzo papale e su cui si affaccia il Papa per salutare i fedeli durante i suoi soggiorni estivi. La paternità della fontana viene attribuita al Bernini sopratutto dalla tradizione, ma non ci sono delle prove certe.

Bernini naturalmente ha lavorato su questa fontana, ma non tanto nel disegno della struttura formale, ma perché quando si occupo con Alessandro Settimo della sistemazione della piazza e di tutti i lavori che riguardarono Castel Gandolfo, la spostò portandola in una posizione più centrale e allontanandola dalla chiesa; la fontana in realtà ha un disegno dellaportiano di matrice cinquecentesca, dellaportiano perché l’Architetto Giacomo Della Porta è stato uno dei codificatori di tipologie architettoniche della seconda metà del cinquecento, ha fissato lo schema del Palazzo Romano, la facciata tipica della chiesa del seicento romano, del barocco romano e ha progettato anche una serie di fontane che hanno un po’ tutte la stessa struttura, cioè una grande vasca con una morfologia mistilinea, con uno stelo centrale, un balaustro centrale e poi sopra c’è una tazza da dove fuoriesce l’acqua che scende giù nella vasca quindi con uno scroscio e con un effetto sicuramente piacevole.

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Si ritiene dietro la progettazione di questa fontana ci sia un’idea di Carlo Maderno, cioè Maderno che era attivo nel Palazzo Apostolico disegna, credo, questa fontana e poi portata a compimento subito dopo, infatti ci sono dei pagamenti per la fontana, uno scalpellino, proprio nel 1630, quindi proprio mentre si stava lavorando al Palazzo Apostolico.

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Ma c’è un altro elemento molto interessante, anche su questo nessuno si è soffermato, cioè nel balaustro della fontana ci sono dei Serafini e sono presenti gli stemmi di Benedetto Quattordicesimo e del Cardinale Colonna.

Chi era questo Cardinale Colonna? Era Girolamo Colonna Junior che era il cameriere segreto del Papa e Prefetto dei Palazzi Apostolici, quindi la persona che seguiva tutti i lavori di tutte le fabbriche pontificie riferite specificatamente al Papa.

Questa fontana, la tazza e lo stelo furono restaurate nel settecento, intorno al 1745 circa.

In questo periodo era architetto della fabbrica dei lavori di ristrutturazione sempre del Palazzo Apostolico, l’Architetto Ferdinando Fuga, un altro grande architetto molto importante del settecento romano.

Quindi vedete come sia complessa in fondo la vicenda di questa fontana, la struttura originaria era tutta in travertino perché nei pagamenti del 1630 si parla di travertino mentre mi sembra, perlomeno da quello che si vede, poi il restauro ci potrà aiutare a capire i materiali, che il balaustro sia di marmo e che sia di marmo anche la tazza sovrastante.